Saturday, April 26, 2008
La Grande Lucania sulle frequenze di radio LoRa da Zurigo
 Domenica, 27 aprile 2008 nella fascia oraria che va dalle 9:30 alle 10:30
sui 97,5 MHz FM di radio LoRa
(la radio multiculturale di Zurigo)
Enrico Langone presenterà il progetto GRANDE LUCANIA.
www.assointerlucana.org augura buon ascolto
Cordiali saluti Enrico Langone
Monday, April 21, 2008
Invito all’Assemblea Generale ordinaria dell’Associazione Lucana Internazionale
 Tema dominante dell’Assemblea generale ordinaria sarà: IL FUTURO NEGATO DELLA BASILICATA E LA NUOVA OPPORTUNITÀ CON LA GRANDE LUCANIA
Data: 24 maggio 2008 Alle ore 17:30 convocazione dei partecipanti Dove: Agriturismo di Leonardo Cunto a Policoro vicino al confine del comune di Tursi (contrada Gulfo) www.fiordicarnebio.piczo.com tel. 0835 901 392 Come arrivare all’Agriturismo di Leonardo Cunto: Dalla Val d’Agri o da Taranto arrivati al distributore Agip di Policoro seguire la strada dietro la pompa di benzina, si passa davanti all’Hotel Hermes, seguire viale Matera ed in fondo alla strada dopo ca. 4 Km ed essere passati davanti al cartello “carne alla brace” arriverete all’agriturismo.
Fine assemlea: ore 20:30
a partire dalle ore 20:30 sarà servita la cena sociale.
La quota di parteciazione ammonta ad €uro 20.-- Per tutti coloro che volessero iscriversi come soci la quota di partecipazione verrà integrata nella quota sopra indicata Cari soci e simpatizzanti,
Pino Mele, Enrico Langone, Domenico Lence, Vito L'Erario, Felice Santarcangelo, Pietro Dommarco, Antonio Bavusi ed Edoardo Fronticcia vi informano che
sabato 24 maggio 2008 (ora e luogo sopra indicati)
si terrà l'Assemblea Generale ordinaria dell'Associazione Lucana Internazionale,
Ordine del giorno:
1. Saluto e breve giro di presentazione dei partecipanti
2. Nomina del presidente di giornata
3. Nomina del verbalista
4. Approvazione del verbale dell’assemblea generale dell’anno scorso.
5. Relazione del presidente uscente Enrico Langone (6 minuti)
6. Relazione del vicepresidente uscente Domenico Lence (6 minuti)
7. Relazione dei consiglieri uscenti (6 minuti a persona) Pino Mele, Vito L'Erario, Antonio Bavusi, Felice Santarcangelo, Pietro Dommarco e Edoardo Fronticcia. 8. Interventi degli ospiti (6 minuti a persona): a) Giovanni Falcone di Rotondella (padre di Angelo Falcone detenuto ingiustamente in India) b) Rosa Modarelli e comitato precari ASL no. 5 di Policoro c) Dott.ssa Maria Celano (Associazione Lucana Magna Grecia di Torino) o delegato d) Dott. Maico Fortunato, Consigliere comunale del comune di Paterno e) Dott.ssa Tiziana Bove Ferrigno (Presidente del Comitato Grande Lucania)
aspettiamo ancora la confrema della presenza di: a) Giovanni Pandolfi, sindaco di Rotonda (dovrebbe fare una relazione sulla situazione attuale dell’acquedotto lucano nel suo comune) b) Filippo D’Agostino, Direttore di Basilicata Radio Due c) Michele Santoro, Presenza Lucana di Taranto
9. Resoconto cassa ed intervento revisori dei conti
10. Elezione del presidente, del vicepresidente e dei consiglieri
11. Elezione di due revisori dei conti
12. Elezione di due probiviri
13. Dibattito e proposte (qui tutti i partecipanti avranno l’opportunità di ampliare la discussione sui temi portati in base alla scaletta del programma)
14. Alla cena i partecipanti sono pregati di fare tavola mista in modo da allargare in ulteriori discussioni ciò che ad ognuno sta più a cuore.
Si prega di aderire a tale assemblea e di rispettare la puntualità per l'orario d'inizio lavori.
Il vostro sostegno per continuare le attività è importante, per questo vi preghiamo di far partecipare quanta gente possibile e di pubblicizzare l'associazione.
I Consiglieri: Pino Mele, Vito L'Erario, Felice Santarcangelo, Antonio Bavusi, Pietro Dommarco, Edoardo Fronticcia Il Vicepresidente Domenico Lence Il Presidente Enrico Langone
Friday, April 11, 2008
Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana
Lettera a favore di un nostro corregionale e del suo amicoCaro Presidente
Le scriviamo per il giovane Angelo Falcone ed il suo amico Simone Nobili, detenuti ingiustamente ormai da un anno in India.
Scriviamo ingiustamente perché siamo convinti della loro innocenza. Anche da così lontano! Ci è bastato ascoltare la voce del direttore di Basilicata Radio Due e del padre di Angelo, Giovanni Falcone, per credere profondamente che i nostri giovani connazionali siano innocenti.
Il direttore di Basilicata Radio Due, Filippo D’Agostino ha una grande personalità, basta solo che guardi negli occhi di una persona per capire che dica la verità, ed a lui è bastato guardare negli occhi del padre di quel ragazzo, partito un anno fa per l’India per allargare i propri orizzonti e conoscere il mondo. Angelo è detenuto in un carcere indiano di Mandi, nell’Himachal Pradesh, insieme al suo amico bobbiese, Simone. I due giovani sono accusati del possesso di una grossa quantità di hascisc, 18 chilogrammi, che secondo la polizia indiana, sarebbe stata rinvenuta nell’auto con cui viaggiavano. I due si trovavano in vacanza in India quando la polizia fece irruzione nell’abitazione dove erano ospiti. Ad Angelo e Simone fu fatta firmare una dichiarazione in lingua indi in cui si sosteneva che erano stati fermati a bordo di un’auto con la droga da portare in Italia. “Ma non è vero”, hanno protestato la loro innocenza. La situazione, dunque, da un punto di vista giudiziario, è alquanto confusa. I due giovani, però, rischiano 10 anni di carcere. Così, il padre di Angelo, Giovanni, tornato a vivere a Rotondella da tre anni, ha creato un sito internet, http://giovannifalcone.blogspot.com, invitando alla mobilitazione. Angelo e Simone vivevano in India con un Euro al giorno, a nostro modo di vedere, questo non dovrebbe essere il clichè che si addice a degli spacciatori. Ci rivolgiamo a Lei pregandoLa di intervenire presso le autorità indiane affinché sia eseguito un equo processo e venga provata l’innocenza dei due giovani. Con profonda stima Enrico Langone Presidente dell’ Associazione Lucana Internazionale
Saturday, April 05, 2008
Spopolati
 I dati sono allarmanti, le facce delle genti lucane “coperte” di rassegnazione e le storie di quel Cristo che effettivamente si è fermato ad Eboli sono sempre più ricorrenti, perché mai si è scovata la strada per arrivare in mezzo ai nostri luoghi ameni. Nel tempo odierno, dove molte discussioni politiche sono incentrate sui soliti toni propagandistici di una campagna elettorale riciclata di promesse ed illusioni, il tourbillon prossimo di poltrone sortirà il solito effetto anemico. Nel tempo non molto passato, invece, si sono alternati i comitati pro-Lucania di qualche regione limitrofa con la volontà, soprattutto amministrativa (…mettiamo da parte il senso di appartenenza all’Antica Lucania, almeno per il momento…) di annessione al nostro territorio; progetto, al quale noi lucani - quelli che non se ne sono ancora andati - possiamo aderire soltanto con la presenza di qualche “cristiano”. Siamo tutti spopolati, emigrati, disoccupati, cassaintegrati. Per carità, c’è anche chi ce la fa, chi resta, chi non demorde, chi vince, chi si batte, chi si lamenta. La fine è alle nostre calcagna e c’è la necessità di cambiare tendenza; urgono interventi che vadano nella direzione opposta a quella più volte imboccata e serve tanta, tanta chiarezza. Così come chiare sono le parole di alcuni giovani di terra nostra, immortalati dalle telecamere di Anno Zero, nell’ultima sortita giornalistica del programma condotto da Michele Santoro sulla questione petrolio in Basilicata. Ebbene, in una regione dove sono i “vecchi” a combattere e sperare e dove i “giovani” (…quelli del Patto - tanto per intenderci - che non hanno fatto una grinza alle misure occupazionali propinate) aspettano il posto fisso come la venuta dello Spirito Santo, si palesa uno stato di “sana” drammaticità lucana, per un attimo offuscata dai “polveroni elettorali”. Ma si sa, quando poi la polvere si poggia a terra e la radura lontana riemerge sembra tutto passato. Solo nei polmoni di chi l’ha respirata riappare, di tanto in tanto, facendosi tosse asmatica. Ad ascoltare certi discorsi le carni “tremano” e la voce anche, perché il peso allo stomaco di rabbia e delusione si fa, riecheggia nei nostri piccoli centri urbani, quelli delle aree interne, quelli che per raggiungerli ci vogliono ore di macchina, quelli che non hanno un distributore di carburante, quelli che hanno solo mulattiere, quelli che d’inverno per la neve si bloccano per giorni e giorni, quelli senz’acqua, quelli che hanno il petrolio ma non hanno posti di lavoro, quelli che hanno le royalties ma non sanno come spenderle , quelli che danno il territorio in cambio di piatti di lenticchie, quelli che a stento chiudono i bilanci, annaspano nel degrado e cedono il passo allo spopolamento. Sembra demagogia questa, un piagnisteo continuo (...forse...), ma in realtà sono macigni. Se a questo “decadere antropologico” innestiamo le cifre relative alle nascite, il quadro è sconfortante. E’ solo colpa del Ministero se le scuole sono a rischio chiusura? Ci sono delle priorità, che devono essere appuntate nelle agende politiche e non solo in prossimità del voto, senza mezzi termini, senza poi (i “se” e i “ma” lasciamoli stare). Qui è doveroso parlare di sviluppo e farlo in un contesto dove le anomalie sono tante. Bisogna decidere da che parte stare, quale programmazione economica dare alla nostra regione: puntare sui parchi, sulla valorizzazione delle nostre bellezze paesaggistiche come traino di un’economia turistica vista l’enorme propensione o puntare tutto sullo sfruttamento del territorio e l’Energia? E in quest’ultimo caso subentrerebbe il ruolo della Sel della quale ancora non si conosce lo Statuto, altresì chiare sono però le intenzioni. Fin quando la partecipazione e il coinvolgimento delle comunità resteranno misure non applicate, fin quando continueremo a finanziare parchi eolici con la Legge 488 e che non creano nessun posto di lavoro, fin quando il controllo sui finanziamenti arrivati sul territorio saranno nulli, fin quando lasceremo cadere nell’abbandono la ricchezza culturale ed artistica dei nostri centri storici, fin quando continueremo ad accontentarci delle minestre riscaldate, sarà cronaca di una morte annunciata. Se si arriva a trivellare in un area destinata a diventare parco nazionale, se si vara un parco-gruviera sventolando drappi vittoriosi, se si afferma che lo sviluppo della Basilicata è destinato a percorrere la strada della sostenibilità, del turismo, dell’agricoltura, dell’ambiente al primo posto, nascondendo l’altra faccia della medaglia, quella buia, allora si è destinati a morire. Cronaca di una morte annunciata. Fin quando lasceremo campo libero agli imprenditori della domenica (quelli con le spalle coperte ed autoreferenziali come l’humus politicus), alle fabbriche mordi e fuggi, ai seminatori di illusioni senza programmare il nostro futuro puntando sull’innovazione, sullo sviluppo sostenibile (che sia sostenibile davvero), cercando di superare le contraddizioni, imparando ad “ascoltare” i bisogni, puntando sulle qualità e sui necessari cambi generazionali ci rimarrà poco da fare, forse solo un po’ della mia retorica…
di Pietro Dommarco
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