
Ennesima tragedia, ennesimo cordoglio, ennesima dimenticanza.
L’ultima vittima degli incidenti sul lavoro avvenuta nello stabilimento Fiat di Melfi, oltre ad accrescere la rabbia per il ripetersi di sciagure inaccettabili ed inconcepibili nel quadro dell’organizzazione dei moderni processi produttivi, non fa altro che rendere ancora più evidenti le carenze normative e le responsabilità politiche nel campo della sicurezza dei lavoratori.
“Di fronte al susseguirsi delle tragedie lavorative, non è più accettabile - denuncia il consigliere provinciale Nicola Manfredelli del Gruppo Lucania Viva-Circoli della Libertà - continuare ad assistere alle solenni promesse di interventi ed alle puntuali dimenticanze operative per porre rimedio ad una situazione che offende i diritti fondamentali dei lavoratori e delle loro famiglie”.
“Le forze politiche e le rappresentanze istituzionali – accusa senza mezzi termini l’esponente provinciale – hanno di fatto consentito che in Basilicata si allentassero le maglie della sicurezza in virtù di uno strano meccanismo di commistione tra la politica e l’economia, funzionale esclusivamente al mantenimento del sistema clientelare di governo che continua a condizionare negativamente la realtà lucana”.
“A questo punto, afferma Manfredelli, non si può più parlare di “morti bianche”, ma di vere e proprie “vittime sacrificali” di un assetto fragile ed ingiusto, costruito sui bisogni della gente e sulla mancanza di lavoro.
Se si tiene conto che in Basilicata si verificano quasi 15 infortuni al giorno e una media mensile di 20 infortuni con postumi e di 1,5 morti, diventa non più rinviabile una politica organica, da parte del Governo, della Regione e della Provincia, di interventi sulla sicurezza basata non soltanto sulla repressione ma anche e soprattutto sulla capacità di favorire l’adeguamento delle misure di prevenzione sui luoghi di lavoro.
Potenza, 26 marzo 2008
p. l’ufficio stampa