Comunicati stampa

Wednesday, February 27, 2008

L'Associazione Lucana Internazionale augura alla famiglia di Angelo Falcone che venga liberato al più presto per poterlo riabbracciare

Angelo Falcone è detenuto da marzo, con l’accusa di detenzione di droga

da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 29 maggio 2007

I parenti mobilitati per liberarlo, ma sinora inutilmente
di Filippo Mele

Rotondella. Una vicenda di risvolti che travalicano i confini nazionali. È quella che riguarda dal 10 marzo il ventisettenne Angelo Falcone, nato a Rotondella, ma residente a Bobbio (Piacenza). È detenuto in un carcere indiano di Mandi, nell’Himachal Pradesh, insieme ad un suo amico bobbiese, Simone. Angelo ha compiuto i ventisette anni il 26 aprile scorso, in stato di detenzione. I due giovani sono accusati del possesso di una grossa quantità di hascisc, 18 chilogrammi, che, secondo la polizia indiana, sarebbe stata rinvenuta nell’auto con cui viaggiavano.


I due si trovavano in vacanza in India quando la polizia fece irruzione nell’abitazione dove erano ospiti. Ad Angelo e Simone fu fatta firmare una dichiarazione in lingua indi in cui si sosteneva che erano stati fermati a bordo di un auto con la droga da portare in Italia. “Ma non è vero”, hanno protestato la loro innocenza. La situazione, dunque, da un punto di vista giudiziario, è alquanto confusa. I due giovani, però, rischiano 10 anni di carcere. Così, il padre di Angelo, Giovanni, tornato a vivere a Rotondella da due anni, ha creato un sito su internet, http://giovannifalcone.blogspot.com/, invitando alla mobilitazione.


“Sono davanti al computer – ha scritto Giovanni nella presentazione del blog – a cercare qualcosa che mi possa aiutare, che possa aiutare Angelo e Simone. È dura. Cerco di fare del mio meglio, ma mi sembra di non fare mai abbastanza e questo mi angoscia, non mi da pace. A volte mi sembra di vivere in un sogno, ma, purtroppo, è tutto vero. Spero solo e prego Dio che questa triste avventura finisca nel migliore dei modi a al più presto. Ho sentito mio figlio al telefono. Mi ha detto che tutto sommato sono trattati abbastanza bene, speriamo. Adesso, però, incominciano a capire che il tempo sta passando inesorabile per loro e incominciano a sentire tutto il peso di quanto gli è successo. Io, a nome loro e delle famiglie, ringrazio quanti si sono impegnati a qualsiasi titolo e in qualsiasi modo per la risoluzione del caso”.


Un’interrogazione al Ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, con la richiesta di un intervento urgente per riportare in Italia Angelo e Simone è stata presentata dall’On. Tommaso Foti (AN).

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