Ebbene sì, dopo tanti tira e molla anche la Lucania o Basilicata che dir si voglia ha voluto esprimere attraverso il Consiglio Regionale la propria solidarietà alla Regione Campania sulla debacle dei rifiuti di Napoli. Ci sembra di essere davanti ad un bivio dove non sappiamo che strada scegliere, se tutelare il nostro onore o il nostro rispetto. Se dagli altri ci si aspetta rispetto lo si deve dare per primi, se si vuole tutelare il proprio onore bisogna comportarsi di conseguenza. Ma cosa è successo veramente al Consiglio della Regione Basilicata? Per quanto abbiamo letto, visto ed ascoltato negli ultimi giorni pareva che per tutelare la rispettabilità della Basilicata il nostro Governatore De Filippo avesse detto un chiaro NO ai rifiuti campani, ma al Consiglio Regionale governato "democraticamente" qualcuno ha controbattuto affermando che per solidarietà era giusto accogliere una parte simbolica dei rifiuti campani.
Ci chiediamo ordunque, dove sono andati a finire l'onore e la rispettabilità della Lucania dopo prese di posizione che non hanno fatto altro che dimostrare una mancanza di compattezza all'interno delle Istituzioni lucane, oppresse da un sistema cosiddetto democratico, che per democratica decisione vorrebbe i rifiuti campani in un territorio già compromesso da altri problemi altrettanto gravi. Il termodistruttore Fenice sito a San Nicola di Melfi oltre a bruciare i rifiuti solidi urbani, brucia i rifiuti industriali della Fiat SATA dello stesso comune ed un buon quantitativo di rifiuti della Regione Piemonte. Ora a questa quantità si va ad aggiungere anche la mancante fetta della Campania nella misura del 10%.
A dover accettare la "monnezza" campana sarà però anche la discarica di Venosa (sita a Notarchirico), esiste poi anche un progetto della Edison di realizzare una centrale a biomasse che in base ai CIP6 potrebbe bruciare CDR.
Inoltre sono previsti ampliamenti da parte delle discariche di Lauria e Atella (qui si comprometterebe l'intero bacino-idrominerario) cosa emersa dall'ultima seduta del consiglio regionale, ampliamenti previsti per quest'anno. Le discariche interessate sature, oltre a quelle citate, potrebbero essere quella di Potenza (Pallareta, gia il comune prevede un ampliamento di 90.000 mc- discarica a servizio del capoluogo e di altri 18 comuni dell'hinterland), Sant'Arcangelo e Genzano di Lucania. Se è vero che il quantitativo è di 1000 tonnellate di rifiuti campani, questi saranno stoccati in tutte queste discariche, a macchia di leopardo. Da aggiungere che anche l'inceneritore di Potenza, dopo l'autorizzazione da parte della Regione, entrerà in funzione a pieno regime.
Per questo esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i cittadini dei comuni citati ed in particolare al nostro Consigliere Vito L'Erario, che stanno vivendo un momento difficile, increduli per quanto propinato dal Consiglio Regionale.
In occasione del Consiglio Comunale aperto di Vietri di Potenza, il 27 dicembre scorso l'assessore all'ambiente e vicepresidente della Provincia di Potenza, Iacobuzio dopo aver dichiarato di prendere come modello di discarica quello di Venosa è stato contestato dall'intera platea presente in sala ed anche dal nostro Vito.
Prima è successo ai cittadini di Vietri di Potenza di scendere in piazza per scongiurare la realizzazione di una discarica sulla "border line" campano-lucana, ora succede ai comuni sopra citati che per evitare di vedersi ampliate le discariche dovranno ugualmente scendere in piazza. A voi tutti vicini e lontani chiediamo a gran voce di sostenere i comuni interessati nella lotta all'ampliamento delle discariche.
A nostro modo di vedere, non ci sono lucani di serie A o di serie B.
Se la Lucania deve dire di NO ai rifiuti campani, che ciò valga per l'intero territorio.
Per l'Associazione Lucana Internazionale
Enrico Langone