Sunday, November 25, 2007
La Federazione delle Associazioni Lucane in Svizzera ha partecipato alla proiezione del film “Mineurs” al Filmfestival “castellinaria" di Bellinzona
 Sabato 24 novembre 2007 un folto gruppo di lucani giunti dai vari angoli della Svizzera ha partecipato alla proiezione del film „Mineurs“ del Filmfestival di Bellinzona (la proiezione è cominciata alle 10:30 ed è durata per circa due ore), l’evento è stato organizzato dalla Federazione Lucana in Svizzera, grazie alla coordinazione di Maria Carmela Arlotto (Vice Presidente dell’Associazione Lucana di Winterthur). Presenti alla proiezione l’attrice Valeria Vaiano ed il regista Fulvio Wetzel con i quali alla fine della proiezione si è svolta una importante discussione sui temi principali del film e la proposta da parte del pubblico di far proiettare il film nelle scuole, dopo la proiezione tutti hanno potuto gustare un ottimo pranzo in un ristorante, la giornata si è conclusa con una passeggiata nel centro di Bellinzona. Il film tratta della storia vera di emigranti lucani che nel 1961 andarono a lavorare in Belgio come minatori, sicuramente un film dai contenuti forti, che mette alla luce come in quel periodo per molti era impossibile sopravvivere in Lucania, perchè gli stipendi non venivano pagati regolarmente o in alcuni casi gli artigiani non venivano pagati addirittura. È la testimonianza di un’emigrazione sofferta, sia da chi partiva che da chi restava, come ad esempio il figlio di un emigrante, il quale andava ad aspettare la telefonata del padre all’unico telefono pubblico del paese per ore ed ore, tanto da farsi dare il cambio dal cugino. Chi partiva doveva affrontare un lungo viaggio in treno, che durava di solito anche fino a tre giorni. Il lavoro nelle miniere di carbone era un lavoro molto duro, così duro che i minatori non riuscivano a dormire tranquillamente la notte, lo stato fisico era così provato che molti la notte piangevano dai dolori. Hanno partecipato nel cast volti noti del cinema italiano come Franco Nero nella parte di padre di una delle famiglie protagoniste e a grande sorpresa l’attore più amato dai lucani Ulderico Pesce nella parte di insegnante di una scuola nel paese di origine della Lucania, una gradita sorpresa è stata la partecipazione dell’Onorevole Rocco Curcio, il quale nell’ultima legislatura è stato presidente della Commissione per i lucani nel mondo.
C’è comunque da sottolineare che tutti gli attori in questo film hanno messo il meglio del loro talento.
A nostro modo di vedere vi sono quattro punti cardini che attraversano il film:
1) La religione cattolica: Una cosa importante per quegli italiani emigranti in Belgio era la fede cristiana, fondamentale per avere la forza di andare avanti, poter sopportare il duro lavoro a mille metri sotto terra e le conseguenti complicazioni sull’organismo. Particolarmente toccante vedere come questi emigranti portano nel loro lungo viaggio in treno una statua di Gesù sul crocifisso ed una statua della Madonna offerte per le processioni italiane in Belgio da un artigiano-scultore, questa è sicuramente una delle prove più importanti di devozione alla religione cristiana che viene sottolineata nelle processioni dei nostri paesi d’origine, ma che in quel periodo gli emigranti non volevano farsi di certo mancare, questa forte devozione alla religione cristiana si può scorgere ancora oggi nei volti di chi con passione partecipa alle processioni religiose ogni anno. Nei giorni delle processioni le espressioni nei volti dei fedeli sono uniche. Questa testimonianza ci deve far ricordare quanto sia importante il nostro rapporto con la fede cristiana e far riavvicinare alla chiesa chi ha perso la fede.
2) La differenza delle classi sociali: Solo un film di prima classe come questo poteva colpire lo spettatore attento, in particolar modo in una scena quando la cinepresa riprende un’auto dell’epoca la Fiat 600, simbolo della motorizzazione di massa dell’Italia intera di quegli anni, nella sequenza della cinepresa si pensa a quel modello come autovettura tipica di quegli anni, ma ecco il repentino ritorno alla relatà, ancora con una lenta sequenza della cinepresa ecco comparire davanti alla Fiat 600 una Fiat 2300 parcheggiata, che rimarca in maniera lampante due “status-symbol”, la Fiat 600 auto tipica di una classe sociale rappresentata dalla stragrande maggioranza del popolo italiano ed invece la Fiat 2300 auto di chi era benestante e ci fa ricordare che l’emigrazione era diventata un bisogno di tanti. 3) La polvere: Questo sinonimo è troppo generico per essere ben definito, rimarcato proprio da una scena struggente, quando in pieno giorno lo zio (tornato nel paese d’origine) di un giovanissimo protagonista muore seduto al tavolino di un bar a causa della silicosi, malattia che aveva contratto in seguito al lavoro svolto per anni nelle miniere di carbone belga, il bimbo torna a casa e terrorizzato comincia a spolverare qualsiasi superficie pensando che la polvere sia la causa che porti alla morte. Forse chi per la prima volta abbia sentito parlare di polvere, non conoscendo la marcata differenza della polvere da carbone o polvere da amianto avrebbe reagito allo stesso modo? Una cosa è comunque certa, gli emigranti che andavano a lavorare nelle miniere del Belgio non erano stati informati sui rischi professionali sulla salute, che la polvere da carbone gli avrebbe potuto procurare ammalandosi di silicosi, nel cosro dello stesso periodo anche i lavoratori dell’eternit, che lavoravano l’amianto non erano stati informati sul rischio di ammalarsi di mesotelioma pleurico, ricordiamo gli emigranti italiani che lavorarono in Svizzera negli stabilimenti dell’Eternit di Niederurnen (Canton Glarona) e gli stessi connazionali che lavorarono negli stabilimenti eternit in Piemonte, in Emilia Romagna, in Campania ed in Sicilia, ci manca però ancora un dato, quante sono le vittime da amianto lucane, ancora oggi non sappiamo quanti lavoratori lucani abbiano contratto il mesotelioma per essere venuti a contatto con l’eternit. 4) L’aspetto storico: In una scena nella scuola del paese, l’insegnante (Ulderico Pesce) spiega la figura di Giuseppe Garibaldi, così importante che molte piazze e strade in Italia portano il suo nome, quindi uno dei bambini protagonisti ribatte, che il brigante “generale” Carmine Crocco Donatelli, personaggio altersì importante della storia lucana, avrebbe avuto anche il diritto che si nominasse una piazza o una strada in suo onore, perchè dal 1860 al 1870 difese con i suoi “briganti”, i lucani dall’invasione dell’esercito piemontese, questa è una ulteriore testimonianza come già nei banchi di scuola si sia insegnata la storia, che si volesse che il popolo imparasse.
Enrico Langone
Sunday, November 18, 2007
Anniversario della protesta antinucleare di Scanzano Jonico
Corteo di protesta dei 100'000 sulla SS106 Jonica il 23 novembre 2003sarete SEMPRE nei nostri Cuori tutti voi che in quelle due settimane di novembre 2003 avete lottato per la Nostra Cara Amata Lucania Bollettino di informazione dell’Associazione Lucana Internazionale Nr. 71115.28
Anniversario della protesta antinucleare di Scanzano Jonico
Cari Soci Cari Amici Quattro anni fa all'ombra di un vile attentato contro connazionali italiani che persero la vita a Nassiriya, tra cui ricordiamo il lucano Filippo Merlino ed i suoi diciotto commilitoni, il governo berlusconi emanava il decreto legge 14 novembre 2003 n.314 sui rifiuti radioattivi, che voleva tutte le scorie nucleari nazionali a Terzo Cavone (frazione di Scanzano), questo scellerato decreto avrebbe messo in ginocchio non solo l'economia del Metapontino, ma della Basilicata intera; come si è verificato nei giorni successivi al decreto, molte aziende agricole si videro i camion pieni della loro stessa frutta e verdura rispediti indietro dalle grandi catene di supermercati del nord, senza che nemmeno un grammo di nuove scorie nucleari abbia varcato in quei giorni i confini regionali, solo questo ci deve far preoccupare ed augurare che qualsiasi governo non sia tentato a rigenerare quel famigerato decreto. Proprio in quel rigido periodo molti che parteciparono alla protesta antinucleare affrontarono il gelo delle notti in sacchi a pelo o nelle loro tende da campeggio, con il rischio che i militari avrebbero occupato e militarizzato il sito di Terzo Cavone, dove il governo di allora avrebbe voluto piazzare molte migliaia di metri cubi di scorie nucleari di prima, seconda e terza categoria. In quell’occasione molti sindaci dei comuni lucani capitanati dal Governatore Bubbico andarono a Roma nei palazzi del potere centrale per fare in modo che il governo ritirasse il sopra citato decreto, dopo una deplorevole accoglienza da parte del capo gabinetto di AN alla fine chi in quel momento rappresentava tutti i lucani al di qua e al di là del Vulture riuscì a far ritirare lo scellerato decreto. Il 23 febbraio 2006, Giuseppe Nucci nuovo amministratore delegato della Sogin rilanciava in un articolo del giornale di Confindustria “il Sole 24 ore” il deposito unico per le scorie nucleari, fino ad oggi però quella è rimasta una semplice proposta campata in aria! Il punto della situazione è che nè l’attuale cento-sinistra e nè l’attuale centro-destra potranno far risorgere economicamente la nostra cara regione, solo una nuova forza politica, giovane e dinamica potrà dare la giusta speranza ai Lucani e all'Italia intera.
In questi giorni Basilicata Radio Due sta trasmettendo spezzoni importanti delle interviste che il suo direttore Filippo D’Agostino fece in quel periodo del 2003, vi preghiamo di sintonizzarvi sulle frequenze di BiErreDue e chi vive fuori regione è pregato di andare sul sito internet della radio a questo indirizzo: http://www.bierredue.it/ per poter ascoltare questi importanti spezzoni di interviste che la radio trasmette di tanto in tanto fra una canzone e l’altra. Uno dei nostri Consiglieri, Felice Santarcangelo, ha fatto realizzare un fumetto, che illustra la protesta antinucleare di quei giorni vissuta da Leo, un ragazzo di dodici anni. Potete ordinare il fumetto a Edizioni Lucanianet, Tito Scalo (Potenza), tel. e fax 0971/62 93 59, e-mail: edizioni@lucanianet.it, alla nostra Infoline 0041 78 611 84 33 o alla nostra e-mail info@assointerlucana.org, il prezzo di 2 €uro coprirà per metà le spese di produzione, l’altra metà sarà devoluta ai Padri Comboniani dell’Africa.
Per l’Associazione Lucana Internazionale Enrico Langone
La Lucania, patria dell'Ordine Templare
Riportiamo un documento ricevuto dal Dott. Nicola Barbatelli, che testimonia che il fondatore dell'Ordine Templare sia stato un Lucano nativo di Forenza.Mi chiamo Nicola Barbatelli e sono un Accademico Costantiniano, da alcuni anni mi interesso di studi Medievali e Storia Bizantina. Circa tre anni fa’ , decisi di entrare a far parte dell’ Ordine Sovrano e Militare del Tempio di Gerusalemme, l’unica organizzazione Templare oggi legittima per continuita’ storica e per riconoscimento ufficiale da parte dell ORMOTE (Organisation Mondiale des Templiérs) . La passione per gli studi della tradizione Templare e per la Cavalleria medievale mi hanno condotto in quelle che sono le meravigliose terre Lucane dove storia e mistero si fondono in una realta’ a mio avviso volutamente “sfuggita” agli storici. Attraverso gli atti, simboli e inconfutabili prove storiche presenti, abbiamo ragione di credere che questi luoghi siano stati la culla della Gloriosa Milizia dell’ Ordine dei Templari. Alcuni anni fa’ a seguito di uno zelante lavoro di ricerca, brillantemente condotto dai Fratelli Glinni, vennero portati alla luce elementi impressionanti relativi all’Arcibasilica Normanna di Acerenza,Banzi, e Forenza. Oggi tali studi unitamente ad imporanti atti in nostro possesso ci consentono di dimostrare senza dubbi che il fondatore dell’Ordine Templare sia stato un Lucano nativo di Forenza. Purtroppo acclarati ed eminenti “storici” ritengono questa “ipotesi” del tutto infondata e quindi priva di alcun elemento probatorio. Anche se assolutamente mancati di alcun fondamento scientifico e storico, le nostre “ipotesi” ci hanno condotto nel meraviglioso territorio del Comune di Vaglio di Basilicata. Credo sia inutile ricordare al lettore quanto interessante dal punto di vista storico sia questo bellissimo luogo,meta di archeologi e storici di grande fama. Lo stesso nome “Vaglio” deriva dal basso latino vallum o vallium (luogo cinto o vallo ossia fortificato da palafitte), successivamente chiamato Baglio da Giustiniani. In epoca cinquecentesca si chiamerà LOVAGLIO, mentre nel tardo XVII sec. prendera’ il nome di BALI.Sara’ solo nel 1794 che prenderà il nome di VAGLIO. Sosteniamo in base agli studi affrontati dal sottoscritto e dal parroco della Chiesa Madre, Don Teodosio Avigliano che il nome Vaglio possa derivare non da Vallum ma da Balium (cioe' sede del Balivo) o addirittura da BAIOLUS (reggente protettore ambasciatore residente). Comunque sicuramente d'origine Celtica. Il centro abitato conserva la sua impostazione medievale caratterizzata dalla presenza di alcune torri necessarie alla difesa della stessa citta’ . Tra tutte emerge in maniera austera e superba la torre della meravigliosa Chiesa Madre costruita su pianta ottagonale. E’ proprio la struttura della torre che mi incuriosi’ particolarmente , infatti la stessa è caratterizzata dalla presenza di quattro finestre che, in una determinata ora del giorno (ore 13 circa), lasciano filtrare un leggero raggio di luce capace di inscrivere una spettacolare croce templare. Cosa assai curiosa è il fatto che stranamente a Vaglio si adorano Santi venerati dai templari, in particolare è presente una scultura lignea rappresentante il fondatore della regola dell’Ordine del Tempio , San Bernardo da Chiaravalle. Questo fu solo l’inizio di una serie di altrettanto straordinarie scoperte che mi lasciano pensare con una certa serieta’ che Vaglio sia stato centro di importanti attivita’ logistiche e politiche della potente Milizia del Tempio. Questo ed altro ancora sara’ trattato durante una conferenza prevista per il giorno 01 Dicembre a Vaglio, dove storia, reperti, e curiosita’ saranno poste al vaglio di importanti storici e ricercatori che sicuramente sapranno interpretare e magari spiegare quei fenomeni chiamati “SIMBOLI”.
Nicola Barbatelli
Sunday, November 11, 2007
Sébastien Briat: una vita spezzata dalle scorie nucleari
Oggi 11 novembre 2007 alle ore 11:30 il Movimento Antinucleare Pacifista NOSCORIE TRISAIA ha affisso una targa davanti al piazzale antistante il centro nucleare Enea Sogin della Trisaia di Rotondella (MT) per ricordare la vittima antinucleare francese Sébastien Briat  i mitici antinuclearisti Lucani estratto del comunicato stampa:
Ricordiamo a distanza di tre anni la morte del giovane antinucleare francese Sébastien Briat. Il giovane francese di appena 22 anni che morì nel corso di una manifestazione pacifica il 7 novembre 2004 nel tentativo di bloccare un treno carico di scorie nucleari. Il giovane morì sui binari della ferrovia in quanto il locomotore gli tranciò le gambe. Il giovane Sèbastien poteva essere uno di quei tanti giovani che nel novembre del 2003 bloccarono le strade lucane per evitare che la propria terra diventasse la pattumiera nucleare d’Italia. La figura del giovane Sébastien Briat ci deve ricordare nel momento in cui le superpotenze hanno riaperto la corsa agli armamenti nucleari che ci avviamo verso un olocausto nucleare legato alle manie di grandezza e alle paure dei potenti. Chi costruisce armamenti nucleari commette già un crimine contro l’umanità, perché minaccia la vita e l’esistenza sulla terra. Il nucleare purtroppo è sempre militare. Il suo ricordo lega le generazioni europee e anche mondiali che vogliono un'Europa e un Mondo di pace libero da armi nucleari.
|
|
| Associazione Internazionale |
Home Page
Chi siamo
La Federazione delle Associazioni Lucane in Svizze...
Anniversario della protesta antinucleare di Scanza...
La Lucania, patria dell'Ordine Templare
Sébastien Briat: una vita spezzata dalle scorie nu...
ISCRIVITI ALL' ASSOCIAZIONE LUCANA INTERNAZIONALE
Dopo 2800 anni di storia della Basilicata gli unic...
GIÙ LE MANI DALLA MIA TERRA
NUOVA IDENTITÀ LUCANA
NUCLEARE, LETTERA AI SINDACI, AI PRESIDENTI, AGLI ...
NO all'editoria radiofonica selvaggia da parte di ...
Archivio News
July 2006
August 2006
September 2006
November 2006
December 2006
January 2007
February 2007
March 2007
April 2007
June 2007
July 2007
August 2007
September 2007
October 2007
November 2007
|