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Tuesday, October 02, 2007

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Enrico Langone

Dopo 2800 anni di storia della Basilicata gli unici a fare qualcosa di valido per la Lucania furono gli antichi greci

Bollettino di informazione
dell’Associazione Lucana Internazionale

Nr. 7102.15


Cari Soci

Cari Amici

Scrutando gli eventi degli ultimi 2800 anni possiamo affermare, che gli unici che in tutti questi anni abbiano fatto qualcosa di veramente valido per la nostra terra furono gli antichi Greci.
(nella foto a destra: le Tavole Palatine di Metaponto)

Fondando la Magna Grecia i colonizzatori greci dell ‘800 a.C. trovando ivi terreni fertili, vollero dimostrare alla madre patria ellenica di realizzare fuori dai confini greci qualcosa di più valido e ci riuscirono assieme alle popolazioni indigene.

La Lucania assieme ad altre regioni dell’attuale Italia meridionale, fu la culla della civiltà, ricordiamo la nascita di importanti scuole di pensiero, lo stesso Archimede ed infine l’importante lascito dell’eredità dei resti dei templi che vanno ad arricchire il nostro turismo.

Fra 2800 anni ciò che lasceremo ai nostri posteri sarà una regione forata dalle trivelle e danneggiata dai resti della lavorazione petrolifera.

Vi auguriamo buona lettura degli estratti più importanti della nostra storia nelle seguenti pagine.



Cordiali sauti

Enrico Langone


La Magna Grecia ("Magna Graecia" in latino, "Megalê Hellas/Μεγάλη Ἑλλάς in greco) è il nome dell'area geografica situata nella penisola italiana meridionale che fu anticamente colonizzata dai Greci a partire dall'VIII secolo a.C.

1.1.1. Le origini
Dopo la colonizzazione del Mar Egeo e delle coste dell'Asia Minore, tra l'VIII ed il VII secolo a.C., gente di civiltà greche (mercanti, contadini, allevatori, artigiani), comparve nella parte meridionale dell'Italia (le attuali Basilicata, Calabria, Campania e Puglia) nell'ambito di un flusso migratorio originato da singole città della comunità greca, motivato sia dall'interesse per lo sviluppo delle attività commerciali, che da tensioni sociali dovute all'incremento della popolazione a cui la magra produzione agricola non riusciva a dare sostentamento. Queste genti, giunte sulle coste Italiche fondò diverse città quali Rhegion, Kymai, Metapontion e Taras.Per tradizione, la località dove stabilirsi era individuata seguendo l'indicazione che dava l'Oracolo del Santuario di Apollo a Delfi, che veniva interrogato da colui che era stato posto a capo degli spiranti coloni. Per i discendenti delle genti greche stabilitesi nella Penisola italiana, questo fu il periodo in cui fu raggiunta la massima ricchezza economica, a cui s'aggiunse lo splendore in campo culturale ed artistico, avendo seguito l'evoluzione della Civiltà Greca, in letteratura, filosofia e arte, con punto di sviluppo spesso superiori alla stessa madrepatria. Come conseguenza di questa realtà di grande splendore, le zone colonizzate nella penisola italiana, ci sono state tramandate col nome di Magna Grecia (Megàle Hellàs): un nome che volle testimoniare l'orgoglio per aver dato vita, lontano dalla Grecia, ad una comunità di Greci che aveva raggiunto così alti livelli in campo sociale, culturale ed economico, da poter essere considerata, in confronto, più grande della stessa madrepatria. Dunque verso il III secolo a.C., si cominciò a definire le colonie greche dell'Italia meridionale come facenti parte della Magna Grecia (Megàle Hellàs). Riferimento che si presume sia stato coniato nelle colonie stesse, per mostrare la loro grandezza in relazione alla vecchia Grecia. Il termine Magna Grecia si riferisce quindi alle popolazioni e civiltà, piuttosto che ad un'entità territoriale e politica. Anche la Sicilia vide diverse colonie greche (come Naxos, Zankle e Syraka), che però secondo i greci antichi non facevano parte della cosiddetta Magna Grecia, a differenza di quello che invece pensavano gli storici romani.

1.1.2. Localizzazione delle colonie in Magna Grecia - Basilicata
Metapontion, Metapontum - Metaponto
Siris - Nova Siri
Heraclea - Policoro
Pistoicos - Pisticci
Troilia, Obelanon - Ferrandina

2. Metapontum
Metaponto fu fondata da coloni greci dell'Acaia intorno alla metà del VII secolo a.C., diventando molto presto una delle città più importanti della Magna Grecia. Secondo lo storico Strabone, Metaponto fu fondata da Nestore di ritorno dalla guerra di Troia La ricchezza economica della città proveniva principalmente dalla fertilità del suo territorio, testimoniata dalla spiga d'oro che veniva raffigurata sulle monete di Metaponto e che divenne il simbolo stesso della città e che essa inviava in dono a Delfi. Metaponto stabilì un'alleanza con Crotone e Sibari e partecipò alla distruzione di Siris. Nel 413 a.C. aiutò Atene nella sua spedizione in Sicilia. Durante la Battaglia di Heraclea del 280 a.C. si alleò invece contro Roma con Pirro e Taranto. Quando Roma vinse definitivamente la guerra contro Pirro, Metaponto fu duramente punita e alcuni esuli metapontini trovarono rifugio a Pistoicos, unica città che era rimasta fedele a Metaponto durante la guerra. Nel 207 a.C. offrì ospitalità ad Annibale e i romani la punirono nuovamente, distruggendola. Divenne allora città federata riacquistando il suo splendore intorno al I secolo a.C.. L'espansione urbana della città continuò fino all'età romana, che coincise con la decadenza e col progressivo abbandono della città, che venne lentamente ricoperta dai sedimenti alluvionali dei fiumi. A Metaponto visse e operò Pitagora che vi fondò la sua scuola. A poca distanza dalla città moderna è situata l'area archeologica di Metaponto con le sue rovine tra cui spiccano le celeberrime Tavole Palatine e il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto.
FONTE: Wikipedia

3. Siris
Siris era un'antica città della Magna Grecia lucana, situata nei pressi delle attuali Policoro e Nova Siri. Fu fondata come capitale della Siritide da esuli troiani intorno al VIII secolo AC e poi conquistata dai colofoni nella seconda metà del V secolo AC. Era ubicata nei pressi della foce del fiume Siri, l'attuale Sinni. La floridità e la ricchezza della colonia suscitarono l'invidia delle città vicine di Metaponto, Sibari e Crotone che alleatisi invasero la Sirtide e distrussero Siris. Gli abitanti si rifugiarono sulle alture vicine dove poi sorse ad opera dei tarantini e dei thurioti la città di Heraclea.
FONTE: Wikipedia


4. Heraclea
Heraclea (‘Ηράκλεια in greco) fu un'antica città della Magna Grecia lucana, situata nei pressi dell'attuale Policoro. Fu fondata dai coloni Tarantini e Thurioti intorno al 434 a.C. su un'altura tra i fiumi Agri e Sinni sui resti della città di Siris, e nel 374 a.C. fu scelta come capitale della Lega Italiota al posto di Thurii che era caduta in mano ai Lucani. Nel 280 a.C. la città fu teatro della battaglia di Heraclea tra Taranto e Roma. Sempre intorno al 280 a.C. i Romani proposero alla città di Heraclea uno speciale trattato di alleanza, riuscendo a sottrarla all'influenza di Taranto e facendola diventare città confederata di Roma. A questo periodo risalgono anche le Tavole di Heraclea, attualmente conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, tavole di bronzo con testi in greco riguardanti l'ordinamento pubblico e costituzionale della città. Sul retro di queste è trascritta la Lex Iulia Municipalis. Alla fine della guerra tra Romani e Tarantini, Heraclea, come tutta la Lucania e la Puglia, cadde sotto il dominio romano. Nel 212 a.C. la città fu assediata e conquistata da Annibale. Successivamente diventò nuovamente una città fiorente, e i suoi abitanti furono descritti come Nobiles Homines da Cicerone nel Pro Archia, l'apologia del poeta Archia, cittadino di Heraclea. Nell'89 a.C. fu data agli Heraclidi la cittadinanza romana con la Lex Plautia Papiria. Durante tutta l'età repubblicana, Heraclea viene turbata da tumulti sociali, giunti al culmine nel 72 a.C. con il passaggio di Spartaco. La popolazione allora si rifugiò nella parte alta della città. Durante l'età imperiale cominciò invece la sua decadenza. Le rovine sono attualmente visitabili insieme al Museo Nazionale della Siritide di Policoro che custodisce la maggior parte dei reperti lì trovati. Dell'antica città nella parte bassa si possono notare il Tempio di Atena, di cui restano le fondamenta, e il Tempio di Demetra. Sull'acropoli invece i resti della città si sono meglio conservati ed è visibile l'impianto urbano costituito da assi viari ortogonali. A ovest è situato il quartiere dei ceramista con le case con fornaci annesse. A sud e a ovest sono situate le necropoli.
FONTE: Wikipedia

Approfondimenti sul link:
http://www.vacanzeinbasilicata.it/Basilicata/Magna-Grecia-Basilicata/
 

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