NUOVA IDENTITÀ LUCANA
Bollettino di informazionedell’Associazione Lucana Internazionale
Nr. 787.13
NUOVA IDENTITÀ LUCANA
Cari Soci
Cari Amici
Grazie alla mega protesta antinucleare di Scanzano Jonico del novembre 2003, la Basilicata dimostrò al governo che la volontà collettiva di un popolo puo’ dire NO a qualsiasi decreto maldestro e irragionevole.
Molti movimenti di cittadini in Italia presero ad esempio la rivolta di Scanzano per le proprie lotte.
Da allora la Basilicata non è più la stessa, è sicuramente una regione con una identità rafforzata da quella esperienza.
Dopo Scanzano nel corso degli anni molte lotte sono state vinte dai lucani:
Grazie alla protesta degli abitanti di Rapolla l’11 marzo 2004 il governo berlusconi sospendeva il decreto della piccola variante dell’elettrodotto sul centro abitato di Rapolla (PZ). A fiacheggiare i lucani c’erano pugliesi e campani impegnati in lotte simili.
Il 29 aprile 2004 gli operai della Fiat-SATA di San Nicola di Melfi (PZ) dopo dieci giorni di presidi riescono ad ottenere quanto richiesto alla drezione della Fiat, gli stessi salari degli altri operai degli stabilimenti Fiat d’Italia.
Ad ottobre 2004 si costituisce il Movimento Anti-Centrale contro la costruzione di una centrale turbogas in Val Basento (MT)
Il 19 luglio 2006 si costituisce a Marconia di Pisticci (MT) un comitato contro l’installazione di un’antenna per la telefonia mobile della Vodafone
Il 28 settembre 2006 si costituisce il comitato per il NO alle antenne selvagge nel Lagonegrese
Ad ottobre 2006 si costituisce il comitato no turbogas di Irsina (MT)
Il movimento pacifista antinucleare “NoScorie Trisaia”, grazie al suo impegno è riuscito a creare un tavolo della trasparenza con le autorità regionali e con la Sogin riguardo alle barre di uranio della Trisaia di Rotondella (MT)
L’associazione ScanZiamo le scorie di Scanzano Jonico è un importante riferimento per gli antinuclearisti d’Italia ed ha fatto parte al convegno dei premi Nobel per la Pace a Roma nel novembre 2006
La sede dell’Associazione Nuova Identità Meridionale di Potenza segue con attenzione l’evolversi dell’inquinamento atmosferico e dell’elettrosmog lucani, in particolare della città di Potenza.
Questi sono alcuni esempi, che rispecchiano una Basilicata vincente, con voglia di riscatto.
Purtroppo non possiamo quantificare quanti lucani abbiano percepito questa volontà di riscatto economico e sociale di questa regione.
Anche questi segnali positivi hanno contribuito affinchè i cittadini del Vallo di Diano (SA) e del Cilento (SA) desiderano rientrare dopo duecento anni nei confini originari della Lucania, confini ridisegnati nel 1806 da un certo Napoleone
(informazioni su http://www.grandelucania.it/).
Anche se la Basilicata ha una nuova identità, grazie alla vittoria di lotte importanti, permane l’incognita di gravi situazioni ereditate dal periodo antecedente al 13 novembre 2003, data del decreto anti Scanzano:
- Veniamo depradati del nostro petrolio da compagnie come la Total e la Shell senza avere alcun ritorno economico.
- Le nostre strade vengono rese insicure dalle autobotti del petrolio
- Le compagnie petrolifere a quanto pare hanno gioco facile nell’espropriare terreni che servono ai loro oleodotti
- L’ inceneritore della Fenice continua a bruciare rifiuti extraregionali
- L’elettrosmog e l’inquinamento ambientale hanno superato i limiti di sicurezza
- I giovani diplomati e laureati abbandonano la regione perchè trovano altrove opportunità di lavoro
- Secondo quanto denunciato da Accademia Kronos, ci sono amianti sparsi e abbandonati in vari siti
All’inizio di luglio 2007 un lavoratore/sindacalista della Val d’Agri per far ottenere ai suoi colleghi e a se stesso miglior diritti salariali e avendo organizzato un convegno ed invitato 150 colleghi, se ne è visti partecipare solo 20, e questo alla presenza del Governatore De Filippo.
Ora, se c’è la disponibilità da parte del Governatore di adoperare le royalties nel modo giusto, perchè al convegno sindacale i dipendenti erano quasi tutti latitanti ? Non è questa la Basilicata che ci aspettiamo, forse da parte delle associazioni si dovrebbero reclutare più soci, integrarli attivamente nelle associazioni stesse e ricordare alla gente che oggi è più facile pretendere i propri diritti o forse certa gente preferisce rimanere nella stessa situazione, per timore delle autorità locali?
Quali autorità? Politici che non sono in grado di fare il proprio dovere?
Cordiali saluti
Enrico Langone