Documento per i Premi Nobel da "ScanZiamo le scorie"

ASSOCIAZIONE ANTINUCLEARE
“SCANZIAMO LE SCORIE”
- CAMPO BASE TERZO CAVONE -
Via Taranto n°6 -e.mail: scanziamolescorie@gmail.com
www.scanziamolescorie.org
75020 SCANZANO IONICO (MT)
Ai Premi Nobel
Gentili signori, siamo onorati di avere l’opportunità di poter comunicare la nostra esperienza ad una platea tanto illustre. Sarà difficile nascondere l’emozione.
Raccontare, a distanza di 3 anni, una esperienza che ha lasciato profonde tracce, giustifica e rafforza ciò che abbiamo fatto e che continueremo a fare.
Rappresento l’Associazione Antinucleare ScanZiamo le Scorie Campo Base di Terzo Cavone - Scanzano Jonico, e mi onoro di portarVi i saluti degli oltre 200 volontari che fanno parte della nostra Associazione, nata durante le 15 giornate della civile, pacifica e vittoriosa protesta contro il sito per il deposito di Scorie Nucleari, individuato, con il D.L. 314/03, in territorio di Scanzano.
L’opera, inserita in un più vasto progetto di pianificazione geopolitica e militare, doveva essere realizzata dalla Società per la Gestione degli Impianti Nucleari (So.G.I.N.), guidata dal Generale Jean, il quale ricopre anche il ruolo di Commissario delegato per la messa in sicurezza dei materiali nucleari.
Dal 13 al 27 novembre 2003, l’intera regione Basilicata, con bambini e adulti, donne, giovani ed anziani, con il sostegno delle comunità limitrofe, dei suoi concittadini sparsi in tutto il mondo si è resa protagonista della più significativa esperienza di lotta che il popolo meridionale sia mai riuscito ad esprimere.
Avevamo capito che spettava a noi plasmare il nostro progresso. Occorreva essere attivi per scegliere il nostro futuro e realizzare la nostra vita.
Il 23 novembre 2003, a Scanzano, oltre 100.000 persone davano vita ad una memorabile manifestazione, la più imponente nella storia del Sud Italia. Un fiume di persone che diceva no al deposito di scorie nucleari.
Ma non solo. Avevamo anche delle richieste.
Volevamo che venisse ripristinata la democrazia, estirpata dalle imposizioni e dalle scelte del Governo e dei militari, ridando al popolo il proprio protagonismo nelle scelte del suo futuro. Proponevamo un nuovo modello di sviluppo energetico diverso da quello nucleare, essendo consapevoli che la realizzazione del deposito a Scanzano avrebbe riaperto le opportunità per un suo rilancio. Difendevamo i sacrifici dei nostri nonni che, arrestati e uccisi durante le occupazioni delle terre dei latifondisti, hanno permesso lo sviluppo della nostra terra.
Il 27 novembre 2003, anche grazie ad alcune audizioni tecnico-scientifiche richieste dal Parlamento, in particolare quella del Premio Nobel Carlo Rubbia, il Governo Berlusconi venne costretto al dietro front. Decide di cancellare il nome di Scanzano J.co dalla legge di conversione 368/2003. Venivano, inoltre, ridotti i poteri del Commissario Jean, affidando l’individuazione del sito al parere di una Commissione da nominarsi a cura del Presidente del Consiglio.
Dal novembre 2003 i volontari dell’Associazione Antinucleare non hanno più smesso di vigilare e di acquisire informazioni sulle scelte energetiche.
Un dato è certo: vi erano e restano troppi lati oscuri. Trascorsi ormai 3 anni dal Decreto Scanzano, nessuna soluzione al problema per la messa in sicurezza dei rifiuti nucleari è stata fornita. Per questo, da quei giorni, continuiamo ad occupare i luoghi in cui si voleva ubicare il deposito di scorie. Svolgiamo attività di contro informazione in materia nucleare, e staremo sul posto fino a quando quei terreni, impiegati nel processo di formazione del deposito, non verranno ripristinati. Abbiamo spostato la nostra attenzione al riprocessamento del combustibile Uranio-Torio, combustibile di proprietà USA, in fase di decommissioning nella Trisaia di Rotondella. Monitoriamo, attraverso diversi strumenti, le operazioni di messa in sicurezza del centro. Abbiamo chiesto l’impegno del Governo Nazionale d’impegnarsi affinché venga riaperta la trattativa con gli USA per la restituzione del combustibile che non ci appartiene. In tali questioni, il nostro impegno sarà continuo e notevole fino a quando il problema non verrà risolto.
Abbiamo fatto nostro il motto: protesta, proposta, risposta. In questo momento, dopo la protesta, siamo nella fase della proposta per avere risposte. Se in breve tempo non si avranno risposte si ritornerà alla protesta. Grazie ad essa abbiamo avuto l’opportunità di realizzare una enorme rete di relazione che si organizza e comunica attraverso internet e i media e con la quale stiamo dando vita ai valori e all’insegnamento di quei giorni per proporre e realizzare progetti concreti.
Non sembra sufficiente, però, il solo monitoraggio al nucleare, ma occorre anche una proposta energetica per il futuro.
Nessuno mai potrà convincerci che, dopo l’esperienza di Scanzano, esiste un nucleare sicuro o civile. Per noi esiste solo un nucleare antisociale ed insostenibile. Nessuno ancora ha trovato un metodo, una procedura tecnico scientifica, per la messa in sicurezza delle scorie nucleari. L’unica certezza in merito, come dimostrato ultimamente dagli inglesi, consiste nel tentar di convincere i cittadini e le popolazione ad accettare di convivere con il nucleare. Ma come? Con la forza militare? A quali costi? Quelli di un conflitto civile, come si è rischiato a Scanzano? Che cosa diremo alle generazioni future quando non sapranno riconoscere ed affrontare le tombe atomiche ereditate dalla nostra società insostenibile? Non esiste atomo di pace per una società che vuole affrontare le scelte energetiche del futuro in modo responsabile.
E’ notorio che dietro la produzione di energia nucleare ci sono gli interessi di lobby militari che vanno da tutta altra parte rispetto alla pace.
Pochi giorni dopo la fine della protesta, il Premio Nobel Betty Williams venne a trovarci sul luogo che occupavamo. In quella occasione abbiamo piantato un albero d’ulivo che custodiamo con molta cura e orgoglio.
Se pur utopica nella sua dimensione reale ma non nella sua esigenza, in quella occasione nacque un’idea. Quella di costruire sul luogo in cui il Governo voleva ubicare il deposito di scorie nucleari “ la nostra città della Pace” che possa diventare anche un centro d’eccellenza per lo sviluppo sostenibile. Da allora, il nostro sforzo è stato quello di capire come è possibile proporsi, in modo serio, contro questa scellerata idea che dal 1970 ruota intorno al nostro territorio e quali possono essere gli sbocchi di questa fantastica esperienza.
Per questo abbiamo sposato l’idea del premio nobel Betty Williams e abbracciato le questioni energetiche con quelle sociali, ambedue elementi cruciali della nostra esperienza di lotta, con l’obbiettivo di veicolare gli elementi dell’elevata partecipazione, della responsabilità e della sensibilità, maturata in quelle giornate, ad un nuovo modello energetico capace di smascherare la pseudo utilità di un deposito di scorie propedeutica solo al ritorno del nucleare. Educare e far capire ai soggetti, protagonisti di quella esperienza, che possono essere responsabili di un sistema energetico e della sicurezza della loro terra. Per questo abbiamo avviato progetti per un sistema di energia decentrato e partecipato dove l’utente in rete è responsabile ed attivo. E’ un consumatore e produttore di energia che soddisfa il suo fabbisogno con la possibilità di scambiarla in rete. Oggi, grazie all’applicazioni di tecnologiche mature, attraverso gli interventi di efficienza energetica, con l’uso delle celle a combustibile a idrogeno e delle fonti energetiche rinnovabili che producono il calore, l’energia e i carburanti, è possibile avere notevoli risparmi di energia.
Questo programma tende verso un sistema energetico decentrato, che si fonda sulla sostenibilità ambientale ed è sostenuto dall’esistenza sul territorio di soggetti consapevoli che compiono azioni concrete per avere un ruolo attivo nel sistema energetico integrato, favorendone l’evoluzione affinché diventi un modello, tale da poter essere un esempio da replicare in altri territori.
Per questo saremo lieti di costruire una rete di rapporti per avere consigli e suggerimenti utili ad accelerare il nostro percorso.
Siamo consci che la nostra strada non è in discesa ed è piena di difficoltà.
Ma noi le affronteremo per superarle, perché ci siamo assunti la responsabilità di proporre alle future generazioni un mondo pulito e intriso di pace. Grazie
“SCANZIAMO LE SCORIE”
- CAMPO BASE TERZO CAVONE
Per info: Pasquale Stigliani
349/1954525
scanziamolescorie@gmail.com
www.scanziamolescorie.org
Per il momento ci siamo tolti Jean dalle palle......