LA STORIA DELLA BASILICATA 1860 - 1861:
Come si formano le bande dei briganti lucani
In cima ai monti dell'appennino lucano, tra le forre e i boschi dell'Italia Meridionale, qualcuno dei contadini sfuggiti alla repressione, qualche soldato, caporale e sergente dell'esercito borbonico in sfascio, tutti di origine contadina, si erano dati alla macchia...
Saranno costoro, che allo sciogliersi delle nevi, forniranno i quadri militari e i capi alle masse dei contadini scontenti, senza organizzazione e senza storia, ma pronti a riceverli nel loro tentativo di resistenza di classe.
I capi contadini diverranno "briganti", ma si puo' dire che tutti i popolani del Sud diverranno loro fiancheggiatori e favoreggiatori. Nel disegno da sinistra a destra: Ninco Nanco, Sacchitiello, al centro il generale Crocco, Cavalcante, Caruso e Schiavone.

Il 7 aprile del 1861 i "briganti" escono dai boschi del Vulture e di Lagopesole, si uniscono ai contadini dei latifondi del principe Doria e, adorni delle coccarde rosse della rivolta contadina e di lenzuoli bianchi (le bandiere del Borbone), ne invadono le terre. Centinaia di donne e di bambini li precedono. Imbracciano armi rudimentali, poi arrivano gli uomini, armati di vanghe, attrezzi agricoli e vecchi fucili.
Testi e disegni tratti da "Storia dell'Italia Meridionale", volume edito da Emilia Capuano e Giuseppe Juilland nel mese di settembre 1980 presso la Typo-offset Aurora SA, Lugano (CH) - Edizioni Ottaviano di Milano - Edizioni l'elicottero di Emy e Giuseppe Juilland, Via Monte di Pietà 1a, Milano