Monday, August 11, 2008
Quei briganti dello Jonio
 da La Repubblica.it La guerra di Scanzano: dalla mobilitazione nell´estate 2003 iniziò il declino del governo Berlusconi. La rivolta contro le scorie raccontata in un libro da due giovani che vi parteciparono
di Davide Carlucci La guerra per la liberazione della Basilicata scoppiò in Puglia, l´estate di cinque anni fa, più o meno in questi giorni. Tra le stradine del centro storico di Laterza invase dai profumi dei fornelli che arrostivano la carne, tra i bagnanti di ritorno dal mare a Castellaneta marina, si snodava la «carovana antinucleare» organizzata da un gruppo di cittadini messi in allerta dalle voci sempre più insistenti sull´ipotesi di localizzazione del deposito nazionale delle scorie radioattive delle centrali dismesse tra le colline della murgia tarantina, barese o materana.
La previsione fu quasi azzeccata: i rifiuti, fu annunciato il 13 novembre del 2003, sarebbero stati ospitati a Terzo Cavone, un´area nelle campagne di Scanzano Ionico nel cui sottosuolo giace una miniera di salgemma, ottima, secondo gli esperti governativi, per ospitare la pericolosa immondizia nucleare. Ne seguì una delle più infuocate rivolte popolari che si ricordino negli ultimi decenni nel Sud: migliaia di persone di ogni estrazione sociale - dai contadini agli industriali - e di ogni estrazione politica scese in piazza per dire no al progetto voluto dal premier Silvio Berlusconi, la cui popolarità cominciò, proprio allora, a declinare costantemente.
La rivolta di Scanzano, vista con guardo distaccato, storicizzata, è raccontata a cinque anni di distanza da un libro, edito da Palomar, «Fragole e uranio», di Pasquale Stigliani e Francesco Buccolo. I due autori sono stati i protagonisti - il primo dal «campo base di Terzo Cavone», dove aveva base il quartier generale del comitato «Scanziamo le scorie», il secondo da Roma, dove la protesta aveva il suo raccordo nazionale - di un momento che molti lucani continuano a vivere come un momento magico della loro comunità.
Ci sono passaggi storici in cui un territorio ritrova la propria identità, riconosce se stesso, nella lotta corale contro un nemico, che si tratti dell´occupante nazifascista - come per esempio nel Verbano, in Piemonte - o del padrone feudale - come è successo per le tante battaglie per la terra che da Avola a Torremaggiore hanno percorso il Mezzogiorno.
Al progetto governativo di imporre in Basilicata il sito radioattivo, i lucani - e in particolare quelli che popolano la piana metapontina - hanno contrapposto tutta la ricchezza e la varietà di un modello di sviluppo finalmente conquistato dopo anni di povertà.
Una civiltà che ha saputo esprimere un´agricoltura di qualità, generosa di fragole biologiche - ecco spiegato il titolo del libro, che richiama anche un noto film sul Sessantotto, «fragole e sangue» - e che ha saputo valorizzare siti millenari come le Tavole Palatine di Metaponto frequentate da Pitagora. Una terra dalla quale non si deve più soltanto fuggire, emigrando altrove.
E che ai soprusi reagisce mostrando tutta la sua dignità. Fino a quando, il 27 novembre, arriva la vittoria. «Verso le 14 - scrive Stigliani - ci giunse la notizia: «Scanzano è stata cancellato dal decreto. Urla, grida, abbracci, pianti di gioia e forti emozioni. Tutto il Sud era in festa. La lunga e civile protesta di un popolo unito aveva ripristinato la democrazia e imposto, per la prima volta, il dietrofront al governo Berlusconi».
Cinque anni dopo quel mal riuscito tentativo, il ritorno al nucleare è una realtà in Italia. Nel frattempo, i «briganti dello Ionio», come si definivano i ribelli di Scanzano, sono riusciti a far dialogare la loro mobilitazione con quella di altri popoli così distanti da loro.
Come gli argentini Mapuche. «Incantevoli narratori. L´anno successivo, in occasione del primo anniversario della lotta, una delegazione del popolo nativo della Patagonia, accompagnata da Antonello Badessi e Andrea dell´Intifada, venne farci visita al Campo base». Scanzano, ormai, era diventato un simbolo.
(09 agosto 2008)
Thursday, June 05, 2008
Giovanni Falcone termina lo sciopero della fame grazie alle rassicurazioni di politici
 Giovanni Falcone comunica nel suo blog, che lo scorso 2 giugno ha terminato lo sciopero della fame, grazie alle rassicurazioni di politici che si interesseranno al caso del figlio Angelo. Lui è pieno di speranza e da parte nostra offriamo il pieno appoggio morale affinche questa assurda situazione abbia un lieto fine (ricordiamo che Angelo è detenuto ingiustamente in India da più di un anno) LIBERIAMO ANGELO ED IL SUO AMICO SIMONE: SUBITO
Wednesday, June 04, 2008
Il lancio dell'allarme nucleare dalla UE è stato un errore della Slovenia
5 giugno 2008Questa mattina la smentita: A quanto pare gli sloveni hanno commesso ieri sera un errore facendo lanciare l'allarme nucleare attraverso la UE, a causa dell'incidente occorso nella centrale nucleare di Krsko, che a quanto pare non vi è stato. Il ministro Gabriel e l'UE hanno annunciato che non vi è alcun pericolo per la popolazione. A noi comunque questa vicenda ci pare poco chiara e piena di incognite, indaghermo perchè l'industria nucleare non è più affidabile. Osservatorio Antinucleare Internazionale
AVEVANO RAGIONE I LUCANI DEL "NO AL NUCLEARE" IL 23 NOVEMBRE 2003
4 giugno 2008  foto:Reuters
23 novembre 2003: Storica data per la Lucania e l'intero Sud
Apprifittiamo dell'occasione per ribadire che non vi é futuro per il nucleare, nonostante l'attuale governo insista sul suo ritorno.
Quel 23 novembre 2003 gli oltre centomila antinuclearisti lucani ed italiani che bloccarono la statale Jonica sulla fascia lucana avevano ragione, NE È LA PROVA L'INCIDENTE ALLA CENTRALE NUCLEARE SLOVENA DI OGGI (a pochi chilometri dal confine ITALIANO), ma non solo: la grande protesta antinucleare in difesa di Scanzano Jonico cominciò il 13 novembre 2003 e si concluse il 27 novembre 2003 con un rovinoso dietrofront del governo berlusconi, che ridimensionò il famigerato decreto anti-Scanzano.
L' UE ha attivato oggi in tutta Europa l'allarme nucleare
Dopo un difetto rilevato nel sistema di raffreddamento della centrale nucleare slovena di Krsko la Commissione Europea ha lanciato in tutta Europa l'allarme nucleare. Nel sistema centrale di raffreddamento della centrale nucleare a sud-ovest della Slovenia è fuoriuscito liquido, secondo quanto dichiarato dalla commissione-UE di Bruxelles.
Non vi è un imminente pericolo ne per gli esseri umani ne per la natura, ha dichiarato il portavoce sloveno della rappresentanza-UE, Maja Kocijancic. È fuoriuscita dell'acqua, ma nessun "materiale radioattivo". Nel frattempo l'impianto è stato spento, ha dichiarato il portavoce del commissario-UE dell'energia Andris Piebalgs a Bruxelles. Il sistema di emergenza per lo scambio di informazioni riguardante incidenti radioattivi (ECURIE) è stato attivato per tutti i 27 stati membri dell'UE. Alla centrale verso le ore 17:38 è pervenuto un allarme dalla Slovenia, dopo che la dispersione dell'acqua di raffreddamento era stata avvertita. "Non è così grave", secondo un portavoce in base alla sua personale valutazione
Non vi è pericolo per la popolazione. Secondo le informazioni dell'UE non vi sono altre informazioni. Secondo le autorità austriache non vi è pericolo di dispersione radioattiva
La centrale nucleare di Krsko è stata riattivata il novembre scorso, dopo che era stata disattivata un mese per lavori. Durante i lavori il reattore è stato protetto ulteriormente e 53 dei 121 elementi sono stati sostituiti. Per aumentarne la sicurezza sono stati revisionati i sistemi tecnici.
La centrale nucleare che appartiene sia alla Slovenia che alla Croazia è stata costruita dall'azienda nipponico-statunitense Westinghouse ed entrata in funzione nel 1983. Produce il 20% del fabbisogno energetico della Slovenia ed il 15% di quello della Croazia.
A questo punto però ci sorge spontanea una domanda: in mano a quali incompetenti poniamo noi la nostra fiducia per l'approviggionamento dell'energia?
Osservatorio Antinucleare Internazionale
Saturday, April 26, 2008
La Grande Lucania sulle frequenze di radio LoRa da Zurigo
 Domenica, 27 aprile 2008 nella fascia oraria che va dalle 9:30 alle 10:30
sui 97,5 MHz FM di radio LoRa
(la radio multiculturale di Zurigo)
Enrico Langone presenterà il progetto GRANDE LUCANIA.
www.assointerlucana.org augura buon ascolto
Cordiali saluti Enrico Langone
Monday, April 21, 2008
Invito all’Assemblea Generale ordinaria dell’Associazione Lucana Internazionale
 Tema dominante dell’Assemblea generale ordinaria sarà: IL FUTURO NEGATO DELLA BASILICATA E LA NUOVA OPPORTUNITÀ CON LA GRANDE LUCANIA
Data: 24 maggio 2008 Alle ore 17:30 convocazione dei partecipanti Dove: Agriturismo di Leonardo Cunto a Policoro vicino al confine del comune di Tursi (contrada Gulfo) www.fiordicarnebio.piczo.com tel. 0835 901 392 Come arrivare all’Agriturismo di Leonardo Cunto: Dalla Val d’Agri o da Taranto arrivati al distributore Agip di Policoro seguire la strada dietro la pompa di benzina, si passa davanti all’Hotel Hermes, seguire viale Matera ed in fondo alla strada dopo ca. 4 Km ed essere passati davanti al cartello “carne alla brace” arriverete all’agriturismo.
Fine assemlea: ore 20:30
a partire dalle ore 20:30 sarà servita la cena sociale.
La quota di parteciazione ammonta ad €uro 20.-- Per tutti coloro che volessero iscriversi come soci la quota di partecipazione verrà integrata nella quota sopra indicata Cari soci e simpatizzanti,
Pino Mele, Enrico Langone, Domenico Lence, Vito L'Erario, Felice Santarcangelo, Pietro Dommarco, Antonio Bavusi ed Edoardo Fronticcia vi informano che
sabato 24 maggio 2008 (ora e luogo sopra indicati)
si terrà l'Assemblea Generale ordinaria dell'Associazione Lucana Internazionale,
Ordine del giorno:
1. Saluto e breve giro di presentazione dei partecipanti
2. Nomina del presidente di giornata
3. Nomina del verbalista
4. Approvazione del verbale dell’assemblea generale dell’anno scorso.
5. Relazione del presidente uscente Enrico Langone (6 minuti)
6. Relazione del vicepresidente uscente Domenico Lence (6 minuti)
7. Relazione dei consiglieri uscenti (6 minuti a persona) Pino Mele, Vito L'Erario, Antonio Bavusi, Felice Santarcangelo, Pietro Dommarco e Edoardo Fronticcia. 8. Interventi degli ospiti (6 minuti a persona): a) Giovanni Falcone di Rotondella (padre di Angelo Falcone detenuto ingiustamente in India) b) Rosa Modarelli e comitato precari ASL no. 5 di Policoro c) Dott.ssa Maria Celano (Associazione Lucana Magna Grecia di Torino) o delegato d) Dott. Maico Fortunato, Consigliere comunale del comune di Paterno e) Dott.ssa Tiziana Bove Ferrigno (Presidente del Comitato Grande Lucania)
aspettiamo ancora la confrema della presenza di: a) Giovanni Pandolfi, sindaco di Rotonda (dovrebbe fare una relazione sulla situazione attuale dell’acquedotto lucano nel suo comune) b) Filippo D’Agostino, Direttore di Basilicata Radio Due c) Michele Santoro, Presenza Lucana di Taranto
9. Resoconto cassa ed intervento revisori dei conti
10. Elezione del presidente, del vicepresidente e dei consiglieri
11. Elezione di due revisori dei conti
12. Elezione di due probiviri
13. Dibattito e proposte (qui tutti i partecipanti avranno l’opportunità di ampliare la discussione sui temi portati in base alla scaletta del programma)
14. Alla cena i partecipanti sono pregati di fare tavola mista in modo da allargare in ulteriori discussioni ciò che ad ognuno sta più a cuore.
Si prega di aderire a tale assemblea e di rispettare la puntualità per l'orario d'inizio lavori.
Il vostro sostegno per continuare le attività è importante, per questo vi preghiamo di far partecipare quanta gente possibile e di pubblicizzare l'associazione.
I Consiglieri: Pino Mele, Vito L'Erario, Felice Santarcangelo, Antonio Bavusi, Pietro Dommarco, Edoardo Fronticcia Il Vicepresidente Domenico Lence Il Presidente Enrico Langone
Friday, April 11, 2008
Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana
Lettera a favore di un nostro corregionale e del suo amicoCaro Presidente
Le scriviamo per il giovane Angelo Falcone ed il suo amico Simone Nobili, detenuti ingiustamente ormai da un anno in India.
Scriviamo ingiustamente perché siamo convinti della loro innocenza. Anche da così lontano! Ci è bastato ascoltare la voce del direttore di Basilicata Radio Due e del padre di Angelo, Giovanni Falcone, per credere profondamente che i nostri giovani connazionali siano innocenti.
Il direttore di Basilicata Radio Due, Filippo D’Agostino ha una grande personalità, basta solo che guardi negli occhi di una persona per capire che dica la verità, ed a lui è bastato guardare negli occhi del padre di quel ragazzo, partito un anno fa per l’India per allargare i propri orizzonti e conoscere il mondo. Angelo è detenuto in un carcere indiano di Mandi, nell’Himachal Pradesh, insieme al suo amico bobbiese, Simone. I due giovani sono accusati del possesso di una grossa quantità di hascisc, 18 chilogrammi, che secondo la polizia indiana, sarebbe stata rinvenuta nell’auto con cui viaggiavano. I due si trovavano in vacanza in India quando la polizia fece irruzione nell’abitazione dove erano ospiti. Ad Angelo e Simone fu fatta firmare una dichiarazione in lingua indi in cui si sosteneva che erano stati fermati a bordo di un’auto con la droga da portare in Italia. “Ma non è vero”, hanno protestato la loro innocenza. La situazione, dunque, da un punto di vista giudiziario, è alquanto confusa. I due giovani, però, rischiano 10 anni di carcere. Così, il padre di Angelo, Giovanni, tornato a vivere a Rotondella da tre anni, ha creato un sito internet, http://giovannifalcone.blogspot.com, invitando alla mobilitazione. Angelo e Simone vivevano in India con un Euro al giorno, a nostro modo di vedere, questo non dovrebbe essere il clichè che si addice a degli spacciatori. Ci rivolgiamo a Lei pregandoLa di intervenire presso le autorità indiane affinché sia eseguito un equo processo e venga provata l’innocenza dei due giovani. Con profonda stima Enrico Langone Presidente dell’ Associazione Lucana Internazionale
Saturday, April 05, 2008
Spopolati
 I dati sono allarmanti, le facce delle genti lucane “coperte” di rassegnazione e le storie di quel Cristo che effettivamente si è fermato ad Eboli sono sempre più ricorrenti, perché mai si è scovata la strada per arrivare in mezzo ai nostri luoghi ameni. Nel tempo odierno, dove molte discussioni politiche sono incentrate sui soliti toni propagandistici di una campagna elettorale riciclata di promesse ed illusioni, il tourbillon prossimo di poltrone sortirà il solito effetto anemico. Nel tempo non molto passato, invece, si sono alternati i comitati pro-Lucania di qualche regione limitrofa con la volontà, soprattutto amministrativa (…mettiamo da parte il senso di appartenenza all’Antica Lucania, almeno per il momento…) di annessione al nostro territorio; progetto, al quale noi lucani - quelli che non se ne sono ancora andati - possiamo aderire soltanto con la presenza di qualche “cristiano”. Siamo tutti spopolati, emigrati, disoccupati, cassaintegrati. Per carità, c’è anche chi ce la fa, chi resta, chi non demorde, chi vince, chi si batte, chi si lamenta. La fine è alle nostre calcagna e c’è la necessità di cambiare tendenza; urgono interventi che vadano nella direzione opposta a quella più volte imboccata e serve tanta, tanta chiarezza. Così come chiare sono le parole di alcuni giovani di terra nostra, immortalati dalle telecamere di Anno Zero, nell’ultima sortita giornalistica del programma condotto da Michele Santoro sulla questione petrolio in Basilicata. Ebbene, in una regione dove sono i “vecchi” a combattere e sperare e dove i “giovani” (…quelli del Patto - tanto per intenderci - che non hanno fatto una grinza alle misure occupazionali propinate) aspettano il posto fisso come la venuta dello Spirito Santo, si palesa uno stato di “sana” drammaticità lucana, per un attimo offuscata dai “polveroni elettorali”. Ma si sa, quando poi la polvere si poggia a terra e la radura lontana riemerge sembra tutto passato. Solo nei polmoni di chi l’ha respirata riappare, di tanto in tanto, facendosi tosse asmatica. Ad ascoltare certi discorsi le carni “tremano” e la voce anche, perché il peso allo stomaco di rabbia e delusione si fa, riecheggia nei nostri piccoli centri urbani, quelli delle aree interne, quelli che per raggiungerli ci vogliono ore di macchina, quelli che non hanno un distributore di carburante, quelli che hanno solo mulattiere, quelli che d’inverno per la neve si bloccano per giorni e giorni, quelli senz’acqua, quelli che hanno il petrolio ma non hanno posti di lavoro, quelli che hanno le royalties ma non sanno come spenderle , quelli che danno il territorio in cambio di piatti di lenticchie, quelli che a stento chiudono i bilanci, annaspano nel degrado e cedono il passo allo spopolamento. Sembra demagogia questa, un piagnisteo continuo (...forse...), ma in realtà sono macigni. Se a questo “decadere antropologico” innestiamo le cifre relative alle nascite, il quadro è sconfortante. E’ solo colpa del Ministero se le scuole sono a rischio chiusura? Ci sono delle priorità, che devono essere appuntate nelle agende politiche e non solo in prossimità del voto, senza mezzi termini, senza poi (i “se” e i “ma” lasciamoli stare). Qui è doveroso parlare di sviluppo e farlo in un contesto dove le anomalie sono tante. Bisogna decidere da che parte stare, quale programmazione economica dare alla nostra regione: puntare sui parchi, sulla valorizzazione delle nostre bellezze paesaggistiche come traino di un’economia turistica vista l’enorme propensione o puntare tutto sullo sfruttamento del territorio e l’Energia? E in quest’ultimo caso subentrerebbe il ruolo della Sel della quale ancora non si conosce lo Statuto, altresì chiare sono però le intenzioni. Fin quando la partecipazione e il coinvolgimento delle comunità resteranno misure non applicate, fin quando continueremo a finanziare parchi eolici con la Legge 488 e che non creano nessun posto di lavoro, fin quando il controllo sui finanziamenti arrivati sul territorio saranno nulli, fin quando lasceremo cadere nell’abbandono la ricchezza culturale ed artistica dei nostri centri storici, fin quando continueremo ad accontentarci delle minestre riscaldate, sarà cronaca di una morte annunciata. Se si arriva a trivellare in un area destinata a diventare parco nazionale, se si vara un parco-gruviera sventolando drappi vittoriosi, se si afferma che lo sviluppo della Basilicata è destinato a percorrere la strada della sostenibilità, del turismo, dell’agricoltura, dell’ambiente al primo posto, nascondendo l’altra faccia della medaglia, quella buia, allora si è destinati a morire. Cronaca di una morte annunciata. Fin quando lasceremo campo libero agli imprenditori della domenica (quelli con le spalle coperte ed autoreferenziali come l’humus politicus), alle fabbriche mordi e fuggi, ai seminatori di illusioni senza programmare il nostro futuro puntando sull’innovazione, sullo sviluppo sostenibile (che sia sostenibile davvero), cercando di superare le contraddizioni, imparando ad “ascoltare” i bisogni, puntando sulle qualità e sui necessari cambi generazionali ci rimarrà poco da fare, forse solo un po’ della mia retorica…
di Pietro Dommarco
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