Thursday, December 03, 2009
ANGELO FALCONE FINALMENTE LIBERO, AUGURI PAPÀ GIOVANNI
Angelo Falcone, il giovane di Rotondella era stato arrestato con un altro ragazzo il 9 marzo 2007 in India, perchè accusato di detenere 18 chili di hashish. L'Alta Corte di Shimla lo ha assolto e ordinato l'immediato rilascio. Anche per il padre Giovanni, che ha lottato con tutte le sue forze per vederlo libero, l'incubo è finito! Auguri di cuore da parte di tutti.
Finalmente è finito un incubo durato più di due anni, speriamo solo che dopo le sofferenze fisiche Angelo Falcone torni sereno come una volta: AUGURI DI CUORE... ... oggi è un giorno di FESTA ANCHE PER NOI, che tanto abbiamo creduto nella sua innocenza.
Un abbraccio dalla presidenza dell'Asso.Inter.Lucana
Thursday, October 01, 2009
NoScorie Trisaia scrive una lettera al Presidente della Repubblica Italiana
 Egregio Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, chi Le scrive è un movimento di cittadini nato all'indomani della mobilitazione pacifica popolare lucana del 2003, contro la decisione imposta dall'alto, e senza condivisione con gli abitanti del luogo, di realizzare a Scanzano Jonico, in Basilicata, il deposito nazionale di scorie radioattive. La Basilicata è la regione d'Italia che Lei si appresta a visitare 107 anni dopo il prestigioso viaggio del primo ministro del Regno d'Italia, Giuseppe Zanardelli. Questo movimento è rimasto in questi anni ad osservare come le multinazionali dell'energia, i potentati economici e la politica regionale e nazionale si siano mosse sul territorio lucano che, come ben saprà, è oggetto di una ampia coltivazione mineraria, sia petrolifera che di metano. Qui si estrae circa l'80 per cento del petrolio e del gas coltivato in Italia, corrispondenti a circa il 30 per cento del fabbisogno energetico nazionale. Le scriviamo per sollevare la Sua attenzione verso due problematiche per noi importanti: l'inadeguatezza delle Via, Valutazioni di impatto ambientale, in tema di perforazioni minerarie; i rischi di inquinamento delle falde freatiche e dell'aria dei paesi lucani. Le Via, infatti, non obbligano le compagnie minerarie a svelare le sostanze usate per perforare la crosta terrestre (sono segrete) né contemplano più i rigidi esami piezometrici validi fino al 1991 e né vietano alle società petrolifere di perforare ai confini immediati dei centri abitati o a ridosso delle case dei cittadini lucani, in barba alle sicure emissioni di polveri, Pm10, Cov, Ipa, Benzene e Idrogeno solforato e in barba anche al grave fenomeno delle subsidenze. L'abbassamento del suolo terrestre che proprio in Italia (e non in remote lande terrestri), negli anni '60, provocò le alluvioni tragiche del Polesine a causa delle estrazioni petrolifere attive nell'area del Po. Non solo: con una parola inglese, "work over" - usata per favorire l'incomprensione nella comunicazione con l'amministrazione pubblica e, tramite essa, con le popolazioni che rappresentano -, addirittura, riperforano nelle vicinanze dei pozzi che si ostruiscono durante la normale attività estrattiva, saltando persino l'obbligo di presentare una nuova Via (e questo, nonostante le Valutazioni di impatto ambientale oggi siano meno rigide del passato). Riperforano il terreno attorno al pozzo otturato - e perpetuano un grave rischio di inquinamento - semplicemente inviando una comunicazione al Comune e alla Regione interessati. Se per caso una vena di acqua non è stata toccata dal primo pozzo, potrebbe esserlo nella seconda e attigua perforazione: Le sembra onesto parlare di work over, cioè di "manutenzione"? Senza soffermarci molto sugli altri rischi da perforazioni, quelli sismici, (dovuti alle tecniche di "air gun" utilizzate dalle compagnie minerarie per i sondaggi del sottosuolo) e quelli radioattivi e cancerogeni (esistono condanne in America a società estrattive per l'uso di sostanze come l'americio 239 e il berillio, utili alla perforazione della crosta terrestre), e senza dilungarci più di tanto nemmeno sull'assurda composizione societaria delle compagnie minerarie, tutte aziende srl, a responsabilità limitata, nonostante una loro svista operativa possa determinare vere catastrofi, vorremmo mettere in evidenza quella che viene percepita come la conseguenza più terribile per noi lucani. L'Istituto nazionale dei tumori (dunque non un centro di ricerca privato, ma il fiore all'occhiello della lotta al cancro), in una recente indagine pubblicata nel 2009, "I tumori in Italia, profili delle regioni italiane",http://www.istitutotumori.mi.it/istituto/attivita/tumoriinItalia.asp, ha osservato in Basilicata - considerando gli ultimi dieci anni - un andamento percentuale di nuovi tumori doppi rispetto alla media nazionale. Tanto è che si è raggiunto in appena un decennio il pareggio con la media nazionale delle percentuali di nuovi malati di cancro (va da sé che evidentemente in questa terra c'erano condizioni di vita ottimali, visto che prima delle perforazioni la percentuale dei malati di tumore viaggiava intorno alla metà della media nazionale). Dato epidemiologico generale, ricavato dai dati di ricovero nei centri oncologici di Rionero e di Matera, finora, scandalisticamente non seguito da alcun monitoraggio territoriale per capire effettivamente da quale area della regione provengano questi nuovi e galoppanti casi di tumore e quali rimedi cercare. Le normative disattese o alleggerite nella gestione dei permessi di ricerca e di perforazione alla fine finiscono per dare altra ed enorme libertà allo strapotere delle compagnie petrolifere in Basilicata, non sempre richiamate a far rispettare le regole. Noi, per il Suo prossimo viaggio in Basilicata La vorremmo invitare, tra le centinaia di pozzi esistenti, a visitarne alcuni tra i più esemplificativi del modo di procedere delle multinazionali srl degli idrocarburi. Pozzo Metaponto 1 (a Marconia, a ridosso delle ultime case del paese di 9 mila abitanti); pozzo numero 12 di Pisticci (a Pisticci Scalo, a dieci metri da una casa colonica); pozzo Alli 2 or di Villa d'Agri (è prevista una perforazione a 500 metri dall'ospedale civile); pozzo Monte Alpi 1 est (a 1 km. dalla diga del Pertusillo le cui acque finiscono nella rete dell'acquedotto pugliese); e, soprattutto, pozzo Rivolta 001 sul torrente Rivolta a Nova Siri. Questo ultimo pozzo, non solo fa vedere anche ad occhio nudo il rischio di inquinamento delle falde freatiche (hanno perforato all'interno di un letto di un torrente, contiguo - a meno di 2 km. - al letto di uno dei 5 fiumi più grandi della Basilicata, il Sinni), ma è il pozzo più paradossale della Basilicata. Attivo già da diversi anni (dunque più pericoloso di altri sui rischi di subsidenza), è situato a poche centinaia di metri di distanza dal sito di scorie nucleari di I, II e III livello del centro Itrec della Trisaia di Rotondella. Un fenomeno di subsidenza in quell'area può liberare radioattività e, qualora si verificasse, non esisterà più né il Metapontino né la Basilicata né ci sarà luogo dove nascondere la vergogna di una nazione che non sa mettere regole certe agli interessi delle compagnie petrolifere. Come sanno fare a tutela della propria terra e delle proprie genti, nazioni come la Norvegia e gli Stati Uniti. Giusto per citarLe due paesi occidentali tra i primi cinque grandi Paesi produttori di petrolio. E tra quelli più garantisti della salute dell'ambiente e delle persone che lo abitano.
No Scorie Trisaia,
movimento antinucleare noscorietrisaia@libero.it
Monday, August 10, 2009
La storia di Giovanni Falcone si scrive Libertà. E si legge Amore.
Tratto da face book IL12 AGOSTO, CON INIZIO ALLE ORE 18,00, IN PIAZZA RISORGIMENTO A ROTONDELLA, SI CELEBRA LA GIORNATA DEI DIRITTI UMANI PENSANDO AD ANGELO FALCONE. PARTECIPIAMO!!! Per questo evento, la nostra amica Violet Violet (Veronica Turiello), ha scritto questo splendido post. La storia di Giovanni si scrive Libertà. E si legge Amore. L'azzurro che chiamiamo cielo è per 3.000 uomini una striscia sottile circondata da sbarre di ferro.Sono quasi 3.000 infatti i detenuti italiani nelle prigioni di paesi stranieri. Molti di loro scontano la pena in prigioni europee con garanzie a tutela dei diritti umani. Ma per alcuni, pochi e dimenticati, la detenzione diventa un inferno sulla terra a cui si aggiunge l'assoluta noncuranza delle istituzioni e il silenzio della società civile. Angelo Falcone è uno di loro. E la sua storia ci riguarda da vicino... Di Angelo, detenuto in un carcere dell'India dal 9 marzo 2007 insieme all'amico Simone Nobili, ci parla ininterrottamente il suo papà, Giovanni. Giovanni che offre il suo tributo di dolore ad ogni giorno che arriva e che lo scioglie con coraggio nel caffè di ogni mattino.La sua voce è una goccia inesorabile che attraversa le barriere insormontabili dell'indifferenza. Che travalica i silenzi indecenti delle istituzioni e le lacune inspiegabili dell'azione politica. Che supera l'incredulità di chi crede nel senso di appartenenza ad un popolo, quello italiano e che crede ad una Costituzione garante dell'uguaglianza anche adesso che conduce da solo la battaglia per la liberazione di suo figlio, un cittadino senza cittadinanza e senza tutele. La sua voce ci parla di una storia che è diventata una missione e che deve solo a sè stessa la forza e il coraggio di volersi raccontare fino a raggiungere il finale tanto atteso. L'unico possibile: la libertà per Angelo. La storia di Giovanni si scrive Libertà. E si legge Amore. Angelo e Simone vengono tratti agli arresti a seguito di una perquisizione durante un soggiorno in India e trattenuti con l'accusa gravissima di spaccio di hashish. Rinchiusi in un paese lontano, senza possibilità di poter parlare con i propri cari, senza l'iniziale assistenza di un legale e di un traduttore, verranno condannati a 10 anni di carcere duro dopo un processo sommario e un percorso giudiziario non protocollare. Le loro condizioni di salute si complicano in breve tempo a seguito delle precarie e malsane modalità di detenzione. Angelo e Simone guardano il loro cielo da una cella di due metri per due. Bevono acqua da un catino posto al centro del cortile comune usato anche come lavabo per la poca biancheria che posseggono. Mangiano poco e per periodi lunghissimi gli viene negata la possibilità di contattare la propria famiglia, decisione che contrasta con le normali procedure previste in materia di trattamento penitenziario internazionale. Il silenzio diventa consuetudine. L'abitudine alle parole, al suono delle voci familiari scema ogni giorno di più. L'abbandono diventa l'unica legge certa di una detenzione senza rispetto della dignità. Il senso di solitudine entra nelle poesie e nei disegni che Angelo realizza e che dedica alla strenua e solitaria battaglia di suo padre. Un tacito accordo fra padre e figlio per non smettere di sperare. Angelo che disegna su fogli a quadretti e le sue figure hanno ali e radici. Il suo pensiero è libero e riesce a passare attraverso quelle sbarre arrugginite e fredde. La sua speranza di ritorno è viva. La alimenta il coraggio di Giovanni, prigioniero a sua volta di una lotta che spesso è parsa senza possibilità di vittoria. Che ha avuto indifferenza e silenzio come nemici potenti e aridi. Giovanni che da due anni scrive ogni giorno dalle pagine del suo blog http://giovannifalcone.blogspot.com/ per sensibilizzare quella società civile cieca e sorda alle sorti di suo figlio Angelo e di tutti gli altri detenuti italiani in istituti penitenziari di paesi stranieri, ugualmente soli. Ugualmente vittime di un silenzio illogico.Una lotta impari. Una battaglia persa per chiunque altro. Non per Giovanni. Il suo gridare, dire, scrivere, tessere contatti e cercare strade percorribili per disegnare ancora il volo libero di suo figlio non si ferma. Dopotutto, l'amore non vede i confini materiali. Li supera con una spossante leggerezza. Angelo. Simone. E i nomi di 3.000 altri ignoti e dimenticati. Come se la memoria fosse una buca nera senza fondo. C'è che si sveglia ogni giorno per accendere una luce e tenere vivi i contorni dei loro volti e l'essenza dei loro sogni.Al lungo silenzio istituzionale e mediatico che Giovanni ha sempre condannato e denunciato, ha risposto invece con forza il mondo del web, con la nascita di gruppi di sostegno alla sua battaglia. Il più popolare social network della rete, Facebook, ogni giorno segue i risvolti della storia di Angelo. Sono state 36 le persone che hanno aderito allo sciopero della fame di metà giugno, simbolicamente vicine allo sciopero della fame di papà Giovanni. Sono centinaia i messaggi di incoraggiamento degli oltre 2.390 sostenitori del gruppo per Angelo, affidato a Rocco Zotta (fondatore), Armando Bronzi, Giovanni Falcone e Giovanni PisatiSono pensiero espresso in linee e tratti, le vignette di Giulio Laurenzi (vignettista de il Quotidiano) che immaginano Angelo libero, con le ali e i sogni di contorno. Sono parole rubate alla rabbia e all'incredulità gli articoli ospitati da La Nuova del Sud, da Il Quotidiano di Basilicata, da La Gazzetta del Mezzogiorno e dal web journal Multiversi.info. Tanti altri hanno scritto...Sono parole in musica e note quelle che il musicista e cantautore Pino Battafarano, sua figlia Sarah e la giovane band lucana degli Zenith scrivono per Angelo. Lo spot su you tube “estate 2009 per non dimenticarli”, frutto della collaborazione di Giovanni e Filippo D’Agostino, direttore di www.bierredue.it.Inoltre, da sempre accanto a Giovanni Falcone, l'onorevole Elisabetta Zamparutti impegnata nella costruzione di rapporti bilaterali con l'India e l'associazione Prigionieri del Silenzio che si occupa principalmente di tenere aperti i canali di comunicazione con i paesi stranieri e lotta per il riconoscimento dei diritti civili e giuridici dei nostri connazionali. Da pochi giorni, il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo, ha ricevuto una lettera del Ministro degli Esteri Franco Frattini, nella quale viene palesata la possibilità di permettere ad Angelo di scontare il resto della pena comminata sul suolo italiano. Non è un regalo. E' soltanto un diritto garantito dalle Convenzioni Internazionali, finora largamente ignorate dall'India.Inoltre, il Consiglio Regionale di Basilicata ha recentemente approvato una importante modifica alla legge per il sostegno al gratuito patrocinio dei detenuti all'estero, diritto garantito ad ogni cittadino italiano e invece negato ad Angelo e agli altri detenuti all'estero.Un segnale preciso di coerenza con il pensiero di quei cittadini lucani che da sempre sono vicini a Giovanni ed Angelo. Per chi ha sempre creduto nella parola come simbolo di lotta e di memoria, questo spiraglio di speranza amplia quella sottile striscia di azzurro che i detenuti chiamano cielo. Questo messaggio è una speranza e un augurio. E' un'eco per tutte le parole che hanno come direzione il cielo. Vogliamo che Angelo le ascolti, che il suo nome diventi simbolo di giustizia e che la somma di tutte le voci sia così forte da distruggere il muro di silenzio. Abbiamo raccontato una storia. Ripetetela ogni giorno...perché un modo di scrivere il lieto fine esiste. Veronica Turiello. A Nome del Gruppo di Sostegno a Giovanni Falcone e di tutti quelli che lottano per vedere Angelo libero
Tuesday, June 30, 2009
Assemblea Generale del 19 giugno 2009
 Il 19 giugno 2009 si è tenuta l'Assemblea Generale della nostra Associazione. I temi discussi sono stati i seguenti: 1.) Il caso di Angelo Falcone detenuto ingiustamente in India: è stata visionata la lettera ricevuta dal Consigliere Diplomatico Aggiunto del Presidente della Repubblica in risposta alla nostra, dove chiedavamo l'intervento del Presidente della Repubblica presso le autorità indiane, onde garantire un equo processo per il giovane, al quale non vengono garantiti i diritti più elementari e per questo il padre Giovanni dal principio di giugno 2009 ha cominciato uno sciopero della fame per protestare sui mancati diritti ai quali fanno riferimento accordi internazionali per i detenuti esteri, l'Assemblea ha concluso ritenendo che ognuno debba fare offerte in danaro per aiutare Giovanni Falcone a sostenere le spese processuali, è da dimostrare l'innocenza del figlio Angelo. 2.) Un'altra Lucania è possibile: è intevenuta il presidente del comitato "Grande Lucania" Arch. Tiziana Bove Ferrigno, che ha affermato che 17 comuni del Vallo di Diano hanno firmato la delibera per il referendum che li vedrebbe annessi alla Lucania, spiegando inoltre le complicate procedure per realizzare tale referendum. Il Gran Consigliere Vito L'Erario ha infine fatto un'intervista al Presidente Enrico Langone, che sarà pubblicata sulla televisione online OLA channel. Nella foto alcune personalità di spicco dell'Associazione. Enrico Langone
Monday, May 11, 2009
Val d'Agri, il respiro della montagna...
.... si prega di guardare il video linkato per riflettere.... http://www.youtube.com/watch?v=qBP2ew6qwHYRealizzazione di Vito l'Erario, uno dei nostri grandi Consiglieri, già coordinatore dell'OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) e presidente di Accademia Kronos Basilicata Buona visione da Enrico Langone Presidente dell'Associazione Lucana Internazionale p.s.: questo video deve far riflettere sullo sfruttamento della natura della Val d'Agri da parte delle compagnie petrolifere, il parco Val d'Agri-Lagonegrese dovrebbe essere "protetto" dalla legge italiana e dalla Comunità Europea, invece....
Friday, May 01, 2009
Caso Angelo Falcone: una luce di speranza dall'India
Il nostro socio Giovanni Falcone ha potuto festeggiare il compleanno del figlio Angelo, che attualmente è detenuto ingiustamente in India, un viaggio partito da Roma, con tappe a Monaco di Baviera, Nuova Dheli per un totale di nove ore, da Nuova Dheli altre sei ore di macchina, quindi il 26 aprile 2009 si è potuto festeggiare il compleanno di Angelo nel carcere di Himahil Pradesh.
Giovanni Falcone ha bisogno di un sostegno finanziario per affrontare le spese processuali per il figlio Angelo, chiediamo il vostro contributo sul seguente conto:
C/C Postale su cui far pervenire le somme che ognuno potrà devolvere alla causa di Angelo:
C/C Postale nr. 94590023
Ufficio Postale Rotondella (MT),
intestato a Falcone Giovanni "Pro Angelo"
IBAN: IT 67 V 07601 16100 000094590023
Monday, April 27, 2009
Giovedì 24 aprile 2009 Giovanni Falcone è partito per l'india per incontrare il figlio Angelo
Un grazie a tutti coloro che hanno sostenuto la causa di Giovanni Falcone: giovedì 24 aprile 2009 è partito per l'India per incontrare il figlio Angelo .....dopo quasi due anni questo è un risultato ottenuto grazie alla tenacia di Giovanni e supportato dalla mobilitazione sul web, Angelo ringrazia tutti coloro che gli hanno scritto, purtroppo non ha carta sufficiente per rispondere a tutti. Scritto da vari autori.
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